Consigli per la coltivazione della Paulonia (Paulownia)

Crescita veloce e resistenza alla siccità: queste le caratteristiche principali, relative alla coltivazione, degli alberi di Paulonia. No...


Paulonia - Paulownia tomentosa - Paulownia tomentosa - Alberi ...

Crescita veloce e resistenza alla siccità: queste le caratteristiche principali, relative alla coltivazione, degli alberi di Paulonia. Non è difficile prendersi cura di queste piante. Ecco cosa fare.

Coltivazione in vaso
Coltivare la Paulonia in vaso è “quasi” impossibile. Quasi perché l’utilizzo di grandi contenitori può andar bene solo per i primi anni di vita. La crescita rapida della pianta comporta la necessità della messa a dimora in piena terra, così da garantire lo spazio necessario per svilupparsi in altezza e per assicurare all’apparato radicale un’espansione senza ostacoli.

Coltivazione in piena terra
La Paulonia si adatta a diverse tipologie di terreno che, però, deve essere lavorato con cura, fino a circa 90cm di profondità prima della messa a dimora definitiva. È importante anche arricchire il substrato, quando eccessivamente povero e sfruttato, aggiungendo del concime che aiuterà la pianta nelle prime fasi di crescita (a seconda dello stato del terreno è possibile utilizzare soltanto dei concimi naturali o specifici concimi misti).

La nascita
Nella prima fase si produce con sistema di micro propagazione in vitro, ibridazione, seme, mantenimento in serra, crescita e prima potatura. Le sue radici permettono il miglioramento della qualità del suolo. Sono molto impiegate in zone franose e soggette a smottamenti. Può essere messa a dimora in qualsiasi tipo di terreno, anche incolto. Non sono indicati terreni paludosi o argillosi non drenanti. Ama una leggera innaffiata iniziale.


In serra
La piantina viene messa a dimora in vasetto con terriccio organico biologico. Cresce in serra e al aperto con varie fasi di acclimatazione.

Preparazione del terreno – Irrigazione – terreni - concimazione
Aratura profonda, fresatura in superficie. Irrigazione consigliato sistema a goccia,  (dati riferiti a 1 ettaro): Le piante devono avere un supporto irriguo di circa 1000 mc/anno, a secondo della tipologia del terreno se più o meno drenante e le zone di coltivazione; apporto idrico calcolato in zone con precipitazioni medie da 400/500 mm/anno.

Terreni idonei:
– Terreni profondi drenanti min. 2 mt. di terra prima bancata rocciosa o falda acquifera
– Terra mista roccia di piccole dimensioni.
– Terra mista sabbia, mista argilla non superiore al 20%.
– Ph ideale tra 5,5 e 8 unità

 Terreni NON idonei:
– Terreni con bancate di roccia o falde acquifere in superficie
– Terreno con argilla superiore al 20%
– Terreni non drenanti con ristagni di acqua
– Terreni non accessibili a mezzi per taglio e trasporto

Concimazione (dati riferiti a 1 ettaro):
Nel primo anno si può somministrare concime organico.
Concimi organici
– 1° anno: 3 ton.
– 2° anno: 4 ton.
– dal 3° al 10° anno: 5 ton.

La consegna
Trasporto in camion frigo, temperatura di 18°C; imballo in scatole.



Crescita
Dopo la messa a dimora, la piantina per circa 30 giorni non cresce in quanto deve adattare l’apparato radicale al terreno. Successivamente crescerà più di 4/5 cm al giorno superando anche 60 cm. al giorno seguendo un programma di concimazione


Il Sesto impianto
Si consiglia la posizione delle piantine con sesto di 4×4 mt, quindi 600 alberi per ettaro. Le piantine se correttamente messe a dimora avrà moria zero (max 1%). Moltissime piantagioni effettuate, moria zero. Alla consegna delle piante da mettere a dimora saranno consegnate 10 piante in più ogni ettaro. Si raccomanda la mesa a dimora nel periodo tra aprile e settembre nord Italia e da marzo ad ottobre centro / sud Italia, ed isole maggiori, tutto l’anno.

Il taglio tecnico
L’inverno successivo alla messa a dimora, a raggiungimento di 6 cm circa di diametro. F.D.A S.r.l. ha eseguito test sul terreno e sull’ambiente nelle varie regioni d’Italia, istruendo personale tecnico abilitato a seguire il percorso dalla piantagione ai vari tagli. La coltivazione della Paulownia necessita un primo taglio dell’albero da effettuarsi nel periodo invernale. Questa operazione, detta “taglio tecnico” o riceppatura, permette la crescita e lo sviluppo del tronco con poca ramificazione facendolo crescere perfettamente dritto per circa 6 m., favorendo la produzione di legname tipo A, senza venature, senza nodi e senza difetti.

La ricrescita
In primavera il ceppo rimasto a terra produrrà polloni sul perimetro. Al raggiungimento di circa 1 m. di altezza si farà una prima spollonatura, lasciandone 2. Al raggiungimento di 2 m. dei polloni uno verrà eliminato. Dopo 3 anni ci sarà il primo taglio dal taglio tecnico, prodotto finito. Successivi cicli di taglio triennali. In primavera la pianta per circa 30 giorni si ricopre di profumati fiori. 1 ettaro può dare 1000/1200 kg di ottimo miele.

Il taglio
Le piante possono essere tagliate anche ad intervalli di 4 anni producendo tronchi di maggiori dimensioni e reddito superiore.

Velocità di crescita
Altezza
Diametro
Volume per tronco
Anno 1
4 – 5 mt
8 – 10 cm

Anno 2
10 – 12 mt
16 – 20 cm

Anno 3
15 – 20 mt
24 – 30 cm
0,3 mc (min)
Anno 6*

35 – 40 cm
0,5 mc (min)
Anno 9*

45 – 60 cm
0,7 mc (min)









Dopo ogni taglio triennale la pianta crescerà da 25 a 30 cm. di diametro, se non vengono effettuati dei tagli precedenti.


Il prodotto finale
Legno classificato idrorepellente, con altissimo punto di combustione. Per la sua qualità di tessuto a cellula chiusa, può essere impiegato in tutti gli utilizzi del legno, larga diffusione nell’industria del mobile, nautica, edilizia, strumenti musicali, pannellature, ha un ruolo molto importante nella fornitura di legname e diversi altri settori. Un attento studio di mercato ha rilevato una richiesta di legname in genere nel decennio 2007 – 2017. E’ quindi, assoluta certezza che nel futuro avremo sempre più bisogno di biomasse e questa è la soluzione per produrle senza intaccare l’esistente patrimonio forestale, salvaguardandone l’inestimabile valore. Ulteriore vantaggio, è che le piantagioni di Paulownia della F.d.A s.r.l creano un importante reddito, posti di lavoro diretti ed indireti un ampio indotto.

Qual è il miglior periodo per la messa a dimora della Paulownia?
Si può procedere in qualsiasi stagione dell’anno in tutte le zone dal clima temperato (evitando comunque i mesi di gennaio e febbraio, poiché le gelate possono danneggiare l’apparato radicale), mentre si consiglia di aspettare l’inizio della primavera o i primi giorni di autunno in tutte le altre zone. L’estrazione della pianta dal vaso, dove la stessa si trova quando è venduta, è un’operazione semplice, ma da fare con grande attenzione. Il consiglio principale, per evitare di danneggiare le radici della Paulonia, è quello di immergere il vaso in acqua per favorire l’espulsione dell’aria. Dopo questo primo passaggio si può capovolgere delicatamente la pianta, tenendo ben saldo il giovane tronco tra le dita e facendo scivolare il pane di terra. La buca dove mettere a dimora la pianta dovrà avere profondità e larghezza pari al doppio del volume del pane di terra che abbraccia le radici. Dopo aver compattato il terreno è indispensabile procedere ad abbondante innaffiatura.

Un albero di Paulownia è un vero e proprio tesoro per il giardino, ma attenzione alla facilità con cui si diffonde tramite auto-seminatura. Infatti, stiamo descrivendo una pianta che ha l’attitudine a diventare invasiva.

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